giovedì 20 gennaio 2011

PINK FLOYD-LIVE 8

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Recensione di Guido


Si ricomincia, dal battito del cuore, quell’inconfondibile battito del cuore sentito per la prima volta 32 anni fa su The Dark Side of The Moon. L’inquadratura si stringe sul palco e l’emozione sale, non sai più distinguere se il cuore è il tuo o quello della base. E poi esplode quel Mi minore settima che aspettavamo tutti. Eccoli i Pink Floyd, la prima inquadratura è per Roger Waters e il suo Precision nero, il volto tirato, sorride ed è visibilmente emozionato. Scorrono le prime battute sono tutti visibilmente emozionati, su tutti i segni del tempo …
Dopo Breathe, ecco Money e incominciano a sciogliersi, suonano bene, Gilmour prende quota negli assoli, adesso incominciano a divertirsi. Dal backstage spunta la testa bianca di Dick Parry che ci regala l’inimitabile solo di Sax, Mason è in forma come mai negli ultimi anni, difficile interpretare Wright poco curato dalla regia della BBC.
Poi la radio e Wish You Were Here: Roger Waters abbandona il basso per la chitarra, dice qualche parola nell’intro del pezzo:
"It's actually quite emotional standing up here with these 3 guys after all these years. Standing to be counted with the rest of you. Anyway, we're doing this for anyone who's not here. Particularly Syd."
Che tradotto suona all'incirca:
“È realmente emozionante stare qui con questi 3 tipi dopo tutti questi anni. Stare qui con il resto di voi. In ogni modo, stiamo facendo questo per chiunque che non sia qui. Specialmente Syd. ”
David e Roger cantano una strofa per uno, con Waters decisamente in crisi con la voce probabilmente rotta più dall’emozione che da altri problemi J
Gran finale poi con Comfortably Numb e non poteva essere altro che così, con il solito assolo stellare di Gilmour con Waters che a tratti cantando il pezzo a squarciagola si “dimentica” che deve suonare pure il basso.
Poi alla fine un abbraccio, meno sentito di quello che si sperava …
Già a vederli sul palco, forse tra i due eterni litiganti, quello che davvero ha messo la pietra sopra è Waters, che più volte ha cercato Gilmour con lo sguardo o avvicinandosi, ignorato per la maggior parte del tempo, anche nell’abbraccio finale Gilmour è stato richiamato con un perentorio “Come On !”.Io visto le emozioni che hanno regalato ieri sera con 4 pezzi, visto che la magia alla fine c’è ancora spero che questi due si facciano ancora qualche birra insieme e che davvero lascino perdere e tornino a far sognare la gente come solo loro sanno fare … insieme …
PS: Una citazione a Sky che ha trasmesso integralmente tutto il concerto di Hyde Park senza un inutile commeno e senza nessuna interruzione pubblicitaria, video discreto, audio stereo ottimo. Complimenti finalmente un po di rispetto per la musica.
 



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Recensione di Darkside79

Un battito, quel battito, lo riconosci subito. Un pulsare dall'incedere lento, sincopato, che ti avvolge, ti disorienta e cresce. Londra sullo sfondo risplende fra le dissolvenze di luce, si veste da sera. Riesci pure a scorgere le ciminiere della Battersea se affini l'occhio, ti perdi in un orizzonte metropolitano infinito e sorprendentemente quieto, silente, rispettoso. Come se il brulicare esterno si attutisse pudicamente, alla maniera inglese, a tributare un omaggio collettivo. E intanto quel battito sale d'intensità, si colora di voci, risate psicotiche, tintinnii di monete e suggestioni oniriche. Un ponte sonoro tra dimensioni diverse, e tu ci sei dentro, devi solo mettere il naso un pò più in là e il viaggio comincia.
Le prime note di Breathe scivolano lente, il cuore va ben al di là del ritmo pacato dell'intro, batte così forte che quasi ti viene male.
La telecamera indugia cogliendo il palco da lontano.
D'acchito, il viso di Roger. La pelle d'oca mi coglie con scariche improvvise dalle braccia alle spalle, via via sino alla schiena. Come sei invecchiato mio caro Roger, Dio solo sa l'effetto che mi fai.
Ma quegli occhi piccoli con la stessa forza viva e quel sorriso disgiusto di un tempo non glieli porti mica via. No, devi arrenderti all'evidenza. Certe sfumature di un uomo il tempo le ammacca, forse le arruginisce, certo, ma non te le strappa, non te le toglie di dosso.
Dave e Nick si cercano di continuo. Non è solo quel sorriso complice che li accomuna, ma l'intreccio continuo di sguardi, fraterni, tersi e cristallini nel loro moltiplicarsi metodicamente. "Guardaci, siamo di nuovo qui. L'avresti detto un mese fa?".
Rick rimane defilato. Ma al di là della scelta opinabile della cabina di regia, il fatto sembra quasi coerente con il suo modo d'essere. Schivo, quasi etereo, con quel sorriso dolcissimo che tradisce una palpabile incertezza emotiva, di quelle che non ce la fai a nascondere. Non c'è maschera che tenga. Lo sguardo, quello... quello tradisce sempre.
Terminato il primo pezzo, non sono ancora riuscito a ricomporre il quadro completo di ciò che ho visto, sono del tutto disorientato.
L'incipit di Money non funziona, l'impressione è che attacchino male. Mi autoconvinco che siano più emozionati di me, e mi scappa un sorriso. Intanto Nick chiude gli occhi per qualche istante, ed io ricomincio coi miei castelli in aria. Che cosa stai pensando? Dove sei di preciso, Nick? All'Ufo club, a due passi da lì, quando sognavi di uscire da uno scantinato e di diventare qualcuno? Sei insieme a Syd a Cambridge? oppure su qualche aereo per chissà dove? Quali fantasmi, figure, volti e sensazioni affollano il tuo immaginario? Alla fine c'è del tuo in questa reunion, per mille motivi. E tutti noi lo sappiamo, vanne certo.
Quando attaccano Wish you where here e Dave e Roger si palleggiano il microfono, lo sconcerto e il disorientamento mutano forma, ed un senso di folle malinconia mi pervade con forza. Eccoli lì i due fenomeni. Mi viene da scherzarci su, ma in realtà le lacrime mi stanno scavando il viso. Quante se ne sono tirate dietro negli anni non lo sanno manco loro, eppure lo noti subito che Roger è felice come un bambino. Capace probabilmente di andare oltre per qualche minuto, di nicchiare, di lasciarsi di nuovo innamorare per una frazione di vita.
Dave è totalmente rigido, abbozza un sorriso a Nick, lo fissa spesso, ma verso Roger non scorgo grandi aperture. Eddai, lasciati andare. Ha un senso pensare alle rivalità, alle ripicche, alle nuvole scure in questo momento? Brilla, brilla anche tu, aspettiamo solo te.
Sono così affamato di Floyd che all'intro di Comfortably Numb già comincio ad entrare in astinenza post concerto. Ed è in questo momento che l'orecchio prende contatto con un qualcosa di etereo che pensavo di aver lasciato impresso sui vinili d'epoca. Il Pink Floyd sound. Dirompente, sinuoso, annichilente. Così dolce e perfetto che lacera, così emozionale e pregnante che squarcia ogni resistenza. Questa canzone per me vuole dire tante cose, e non tedierò nessuno sul perchè e il percome. Ma fatico anche solo a tenere gli occhi aperti perchè le lacrime ormai hanno preso il sopravvento, e lascio che sia la musica a parlare, mettendomi le mani davanti al viso in stato di commozione irrefrenabile.
Lo sento, lo sento che il solo di Dave si avvicina. E' una sensazione paralizzante, di quelle che se non sai è inutile spiegare. Quando irrompe ho il coraggio di togliermi le mani dal viso e assisto inerme all'ascesa di un uomo alla stregua di un angelo, lassù, sempre più in alto, come se il mondo per un istante fosse ai suoi piedi. Una lunga apnea fino alla rullata conclusiva, un momento di catarsi totale di quelli che porti dentro tutta la vita, roba che ti svegli la mattina e ce l'hai ancora lì davanti, inamovibile, impossibile da cacciare via.
Impari a conviverci, sai? Come con l'immagine dei quattro che si abbracciano per un ultimo e indimenticabile flash conclusivo. Risuona come il The end dei film a cinque stelle, mica avanspettacolo da cinema Ritz. Una traettoria che ha compiuto il suo ultimo segmento, l'ultimo anelito di un sogno lungo una vita. Un anelito che li ha consegnati alla leggenda, che ci ha fatto vibrare i cuori ancora una volta, che ci ha fatto tornare tutti bambini per una breve parentesi che ha il sapore d'eternità.
Sono sensazioni vere, romantiche. Sentimentali evoluzioni dell'anima e del cuore a ritmo con le vostre melodie, che accompagnano le nostre esistenze da sempre.
Ci aiutano a crescere, ci insegnano a sognare, ci spingono a lasciar parlare il cuore. In certe parentesi di vita ci aiutano anche a vivere...
E scusate se è poco...
 



Live8floydreunionhead



Recensione di Federico

E' mezzanotte passata, sono appollaiato sulla sedia, a sinistra il monitor del pc, live 8 in streaming -vai a fidarti della rai- dall'altra parte raitre, volume più basso. Mentre su raitre va in onda la registrazione di Mariah Carey, finalmente appare una scritta che annuncia l'imminente esecuzione dei Floyd, non ce la faccio più, sono tesissimo. Improvvisamente dal pc inizio a sentire Il Battito e vedo il palco inquadrato da lontano... pensiero velocissimo -eh cazzo, te pareva, han perso l'inizio...- subito in tv sparisce la Carey e appare il volto di Roger, quasi mi viene un coccolone...
Mi sdraio quasi sulla sedia e seguo David...-Breathe, breathe in the air..don't be afraid to care- non ce la faccio, ho la voce rotta dall'emozione e un groppo in gola...piango, a scatti. Roger, l'ex duro di casa, è emozionatissimo, sorride e si muove molto sul palco, spesso cercando David, con lo sguardo. Mr. Gilmour è lì, come al solito impeccabile, emozionato anche lui, ma non lo da a vedere. Arriva il basso che segna l'inizio di Money... mi sorprendo di non vedere Roger al microfono, magari insieme a Dave...
Da Hyde Park alla Battersea Power Station, inquadrata durante l'esibizione... altra emozione. Poi ecco Wish You Were Here, con Rog che si avvicina al microfono: -This is quite emotional, standing up here with all these guys after all these years, being counted with the rest of you. This is for those who aren’t here.. particularly Syd- (È piuttosto emozionante stare qui con questi tre amici dopo tutti questi anni, essere qui con tutti voi. Comunque, questa cosa è per quelli che non sono qui, in particolare per Syd.)
L'entrata del bassista in Wish You Were Here mi ha intenerito, non sembra veramente quello di The Final Cut... poi è arrivata Lei, Comfortably Numb, con Ruggero a cantare, così come mancava da troppo, così come deve essere. Rick inquadrato ben poche volte (chissà se per richiesta sua o cosa), impeccabile ed emozionato anche lui, Nick, che chiude gli occhi per riaprirli lucidissimi... Roger che si lascia andare e per alcuni momenti si dimentica il basso..
Poi arriva l'Assolo -sì, con la A maiuscola-, David si toglie la Stratocaster e Ruggero Acque, cenno della mano -Come on..!- tutti insieme per abbracciarsi...

 
da : http://www.pinkfloydsound.it/
 



Pink_floyd_live_8_london












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